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Ogni uomo èal cospetto di Dio così come ogni uomo ha il dovere di porsi dei limiti pertutto ciò che non comprende. Tutto quello che l’uomo non comprende è sinonimodi verità, poiché tutto ciò che comprende è la sua realtà. Non solo l’uomo èincapace di intendere tutto ciò che non conosce,è anche incapace di immaginaretutto quello che potrebbe capire se ascoltasse attentamente quella voce chescaturisce chiara e limpida dal profondo e che questa scimmia umana rifiuta edesclude dalla sua vita riducendo la sua vita ad una infima condizione. Tutto èin Dio e l’uomo che non crede in Dio è lo stolto per eccellenza,poiché è costuil’artefice della sua fine e del male dell’uomo. Ogni cosa è a fin di bene perl’uomo,poiché il divino creatore dispone per l’uomo il suo bene,per la salvezzadi questo uomo per la gloria di Dio. La verità sull’uomo è accolta dallecreature di Dio con somma gratitudine poiché è questa creatura la divinaespressione di Dio nel visibile. Ogni creatura di Dio è specchio di luce divinache risplende sulla immensità del buio che l’uomo si procura con la suacondizione miserabile di uomo solo senza Dio. Non è con la sua vita che l’uomoconquista il primato su tutto quello che non sa dominare. Il suo dominio sullecose è illusorio poiché l’uomo è sempre dominato dalle cose così come èdominato da eventi che non sono altro che la fonte principale della discordiadel suo modo con lo stato da cui ogni cosa ha origine. Quello che l’uomo noncomprende è la capacità di avvalorare un riscontro positivo tra la fasedebilitante della sua specie in contrasto con la facoltà conoscitiva che gliviene dalla somma gratitudine di colui che lo ama. Ogni uomo è contro questaattesa che si esplica con il legame osceno al suo inferiore elemento primitivoche contrasta ogni evoluzione ed ogni bene che l’uomo ha da colui che è l’unicocreatore. Ogni cosa che l’uomo compie in sintonia con il divino artefice è laprova della appartenenza di costui al sommo bene che elargisce alla creaturaogni feconda grazia che lo avvince e lo promuove a sola creatura di Dio nellaoperosità della vita sulla terra dei viventi. Tutto quello che l’uomo conosce èben poco, poiché l’uomo conosce solo ciò che conquista con la sua mente, purnon avendo il pensiero dell’uomo un limite,poiché l’uomo è il solo viventeintelligente,non potrà mai arrivare dove non può se non oltre la sua vita. Ciòin cui l’uomo non può arrivare è la verità assoluta ed immutabile del suoopposto che è scaturita dallo stato assoluto il cui nome è JAVHE’ ASTRANAT. Questoopposto è la verità che ogni uomo ha in sé fin dalla nascita e che la sua vitatrasforma in ogni istante ma che non cambia in stato se non con la sceltalibera di questo uomo che accoglie l’esistenza o rifiuta questa verità e cosìescludendosi ha una condizione che lo pone al di fuori della verità e quindi loavvince nel nulla che è contro Dio per l’uomo. Così ogni creatura è unaASPETTATIVA alla volontà divina,poiché con la sua vita ha in sé la condizionedell’uomo libero dal rifiuto e ricolmo di grazia che lo avvicina alla verità diDio da cui erediterà la vita oltre la morte. Non può l’uomo opporsi alla veritàsenza uscirne sconfitto, poiché la verità dell’uomo è in Dio e fuori di Dio nonc’è verità ma il nulla inteso come vita effimera che è fuori della verità edalla realtà stessa,poiché questo uomo è l’illusione effimera che lo condizionaper tutto quello che ha ma che non è. Ogni cosa che l’uomo ha non è chel’illusione di poter avere quello che desidera. Il desiderio dell’uomo si mutain appagamento e nelle cose l’uomo trova questo appagamento senza trovare unsenso di questo. Ogni cosa che l’uomo desidera nasce dal suo istinto che lotrasforma in possesso, questo possesso è il segnale di allarme dell’avvenutoprocesso di instabilità tra realtà conosciuta e verità nascosta che simanifesta nell’uomo con segni inconfondibili che l’uomo razionale non puòspiegare. Con ciò l’uomo reagisce nell’unico modo che può, cioè ragionando perlimiti di accessibilità e così si esclude da ogni cosa che non può spiegare ecapire. Questo è l’uomo finito,limitato,che ha posto il suo limite invalicabilealla sua mente. Ma ci sono uomini,di Dio,che superano questo limite,anzi nonpongono alcun limite alla mente umana poiché essi non solo sono oltre questolimite,ma sono anche oltre tutto quello che ogni limite del possibile accettacome non limite dell’impossibile, poiché è questo il fattore principale che facredere a questo uomo ogni cosa che non conosce. Questo uomo è il più verovivente che è posto al cospetto di Dio per poter verificare le sue affinitàsomatiche con la eccelsa condizione creaturale che lo pone al di sopra dellasua specie e lo orienta nella salvifica remissione alla volontà eterna poiché èDio JAVHE’ che dispone per questo uomo il suo bene che posto nell’uomo eglideve moltiplicare in grazia e aspettativa per poter godere oltre la sua vita diogni bene per la sua salvezza e la gloria di Dio JAVHE’.Non c’è uomo che possaessere escluso dalla salvezza e dalla grazia se non l’uomo che non riconoscetale bene in sé stesso e così escludendosi da Dio avvince sé nella orrendavisione di escluso da Dio e dalla vita che è il sommo bene che Dio donaall’uomo per onorarlo della sua immagine che ha nell’uomo il suo comprimariocontro l’uomo che non lo ama.  
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